La Storia
Tutte le informazioni storiche sulla Cascina Cascinotto sono state gentilmente fornite dalla Dott.ssa Maria Teresa De Palma responsabile dell'archivio storico del Comune di Grugliasco.
Così nel 1790 Amedeo Grossi, nel primo volume della sua Guida alle Cascine, e Vigne del territorio di Torino e contorni, descriveva il Cascinotto Astrua:
"IL CASCINOTTO cascina di cento e più giornate de' signori Avvocati Michel Angelo, e Giuseppe fratelli Astrua sita sul principio del territorio di Grugliasco lungo la strada, che da porta Susina tende al detto luogo; evvi una palazzina con Cappella in distanza di due miglia da Torino".
Oggi il Cascinotto appare isolato tra i campi, lontano dalla strada Antica di Grugliasco. La cappella non esiste più; la palazzina,
alta e quadrata, ha un piccolo ingresso ornato di stucchi barocchi.
Sebbene le fonti più antiche siano piuttosto lacunose, sappiamo che le origini del Cascinotto risalgono probabilmente alla seconda
metà del Seicento: nel 1691 Carlo Antonio Quaglia, proprietario dell'omonima e più nota villa con cascina e
cappella situata poco distante dal Cascinotto stesso, lascia in eredità al figlio Lorenzo Quaglia tutti i
possedimenti situati in Grugliasco, nella regione detta Campagnola, o Alle Rivette, tra i quali anche il Cascinotto.
I Quaglia erano una nota famiglia torinese d'estrazione borghese, membri della quale ricoprirono cariche presso la corte sabauda;
il loro stemma, scolpito in pietra, compare sul Palazzo degli Stemmi in via Po, a Torino.
Nel 1737 la proprietà del Cascinotto si estendeva su circa 5 ettari, comprendendo una cascina con aia ed orto e campi, prati ed alteni. La famiglia Quaglia l'avrebbe tenuta sino alla metà circa del Settecento: nel 1747 difatti essa viene acquistata da un certo Giuseppe Andrea Balestreri, che però solo tre anni più tardi la rivende ad un avvocato torinese, Giovanni Battista Andreis. L'Andreis, acquistando campi e prati, ampia notevolmente la proprietà, che nel 1753 risulta estendersi su quasi 13 ettari. A questo stesso anno risale la prima attestazione della cappella, intitolata alla Beata Vergine Consolatrice, presumibilmente fatta erigere da poco tempo: la pianta è a doppia ellisse, secondo l'elegante modello barocco che ritroviamo in Grugliasco nella cappella della Mandina; la copertura è a travature lignee, il pavimento in cotto; risulta in preparazione un quadro, da porre sopra l'altare, raffigurante la Vergine.
Nel 1772 il Cascinotto viene acquistato dai fratelli avvocati Michelangelo e Giuseppe Astrua (da cui la denominazione di "Cascinotto Astrua" conservatasi sino ad oggi) proprietari già dal 1751 della cosiddetta "Astrua Vecchia", la cascina situata fra il Quaglia e l'Armano. Al momento dell'acquisto, la proprietà si estende su circa 16 giornate, ed include anche un giardino. Gli Astrua, che tengono la proprietà sino a quasi tutto il primo ventennio dell'Ottocento, la ingrandiscono notevolmente acquistando campi e prati.
Nel 1821 il Cascinotto Astrua, insieme all'Astrua Vecchia, passa in eredità a Giovanni Francesco Rignon; nel 1827
i fratelli Enrico e Ferdinando Nasi, della famosa famiglia torinese, acquistano entrambe le proprietà. In particolare il
Cascinotto viene intestato ad Enrico Nasi (mentre l'Astrua Vecchia tocca a Ferdinando).
Nel 1888 la proprietà del Cascinotto, intestata al Capitano Alfredo Nasi, si estende ormai su quasi 44
ettari. Ancora nel 1922, la famiglia Nasi risulta proprietaria del Cascinotto.
